Ci sono storie che vanno condivise.
Perchè il Bene fa bene e rende evidente ciò che Bene non è.
In quest’ultimo mese, dalle finestre degli uffici che si affacciano sulla Villa Palmeri, ho avuto l’opportunità di osservare alcuni momenti delle attività estive del progetto “𝐀𝐧𝐜𝐡'𝐈𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐨 - 𝐃𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐌𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨”, promosso e realizzato dalla Città di Termini Imerese in coprogettazione con la Cooperativa Sociale Nuova Generazione e Autos Aequitas - Centri diurni per l'autismo.
Tanti fatti - piccoli solo in apparenza - ma che sono l'esito di grandi conquiste dei nostri bambini e ragazzi autistici. Momenti che parlano di crescita, di benessere e di autonomia.
Da mamma, prima ancora che da Assessore, comprendo sempre più profondamente quanto questo impegno "concreto" sia un privilegio, ma anche una responsabilità.
È nostro dovere lavorare ogni giorno, incessantemente e insieme,
per costruire e disseminare consapevolezza, contribuendo a contrastare l'inerzia di chi pensa di potersi mettere la coscienza a posto con risorse a singhiozzo e sempre più insufficienti.
La disabilità non ha bisogno di compassione, ma di diritti.
Perchè il Bene fa bene e rende evidente ciò che Bene non è.
In quest’ultimo mese, dalle finestre degli uffici che si affacciano sulla Villa Palmeri, ho avuto l’opportunità di osservare alcuni momenti delle attività estive del progetto “𝐀𝐧𝐜𝐡'𝐈𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐨 - 𝐃𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐌𝐨𝐯𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨”, promosso e realizzato dalla Città di Termini Imerese in coprogettazione con la Cooperativa Sociale Nuova Generazione e Autos Aequitas - Centri diurni per l'autismo.
Tanti fatti - piccoli solo in apparenza - ma che sono l'esito di grandi conquiste dei nostri bambini e ragazzi autistici. Momenti che parlano di crescita, di benessere e di autonomia.
Da mamma, prima ancora che da Assessore, comprendo sempre più profondamente quanto questo impegno "concreto" sia un privilegio, ma anche una responsabilità.
È nostro dovere lavorare ogni giorno, incessantemente e insieme,
per costruire e disseminare consapevolezza, contribuendo a contrastare l'inerzia di chi pensa di potersi mettere la coscienza a posto con risorse a singhiozzo e sempre più insufficienti.
La disabilità non ha bisogno di compassione, ma di diritti.