Nessuno pensi di poter insegnare agli Amministratori locali cosa sia la prossimità.
Stamane, al convegno sulle Case di Comunità e la nuova sanità territoriale - che si è svolto presso Sala Mattarella dell'ARS - Sindaci e Assessori della provincia di Palermo hanno dimostrato con la loro presenza e partecipazione quanto i territori siano pronti a fare la propria parte.
Per questo sono rimasta profondamente scandalizzata nel vedere i rappresentanti delle istituzioni regionali lasciare l'aula prima della tavola rotonda dedicata ai Sindaci dei Distretti.
Un'occasione mancata per la realizzazione di un modello sul quale si sono già investiti milioni di euro in infrastrutture, le quali - senza un rinnovato patto sociale - potrebbero rimanere cattedrali nel deserto.
La differenza è tutta qui: tra una politica che resta e una politica che si assenta; tra una politica che costruisce senso e una che rincorre consenso.
Avrei (avremmo) dovuto lasciare l'aula, ma restare ha significato ancora una volta essere vicini alla vita reale delle persone.
Sono rimasta per rassegnare al Direttore Generale dell'ASP 6, il professore Alberto Firenze, la massima collaborazione nell'interesse del supremo diritto alla salute dei nostri concittadini, perché sono sempre più convinta che Sindaci e Assessori sono, "tutti i giorni", l'unico volto dello Stato che i cittadini incontrano.
Nel mio intervento non ho potuto non ricordare Pier Santi Mattarella e la sua incessante azione per una moralizzazione di una politica regionale troppo impegnata nel cercare di ottenere leggi e provvedimenti di spesa a favore dei propri collegi, ma incapace di esprimere e perseguire una visone ed azione politica organica per tutta la Sicilia.
@follower
Stamane, al convegno sulle Case di Comunità e la nuova sanità territoriale - che si è svolto presso Sala Mattarella dell'ARS - Sindaci e Assessori della provincia di Palermo hanno dimostrato con la loro presenza e partecipazione quanto i territori siano pronti a fare la propria parte.
Per questo sono rimasta profondamente scandalizzata nel vedere i rappresentanti delle istituzioni regionali lasciare l'aula prima della tavola rotonda dedicata ai Sindaci dei Distretti.
Un'occasione mancata per la realizzazione di un modello sul quale si sono già investiti milioni di euro in infrastrutture, le quali - senza un rinnovato patto sociale - potrebbero rimanere cattedrali nel deserto.
La differenza è tutta qui: tra una politica che resta e una politica che si assenta; tra una politica che costruisce senso e una che rincorre consenso.
Avrei (avremmo) dovuto lasciare l'aula, ma restare ha significato ancora una volta essere vicini alla vita reale delle persone.
Sono rimasta per rassegnare al Direttore Generale dell'ASP 6, il professore Alberto Firenze, la massima collaborazione nell'interesse del supremo diritto alla salute dei nostri concittadini, perché sono sempre più convinta che Sindaci e Assessori sono, "tutti i giorni", l'unico volto dello Stato che i cittadini incontrano.
Nel mio intervento non ho potuto non ricordare Pier Santi Mattarella e la sua incessante azione per una moralizzazione di una politica regionale troppo impegnata nel cercare di ottenere leggi e provvedimenti di spesa a favore dei propri collegi, ma incapace di esprimere e perseguire una visone ed azione politica organica per tutta la Sicilia.
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